Noi bloggers laziali... spavaldi di essere! credevamo di essere pochi ma via via ci siamo incontrati... Divisi da chilometri, diversi per pensieri, idee, esperienze, con in comune però 2 cose: essere bloggers ma soprattutto essere laziali!

Mandaci un messaggio privato...
Lascia un commento...
Scrivici e valuteremo:
redazionelaziale@virgilio.it

oggi
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004

amore
cagliari
champions legue
gabriele sandri
irriducibili
lazio
long john
sentenze
tifo

*loading*

layout R.
host © splinder

giovedì, 27 luglio 2006

Chi frequenta lo stadio mi capirà.
Guardate chi cavolo se la balla e se la ride sulle note dei Franz Ferdinand (concerto 2006 all'Olimpico con i Depeche Mode) sugli spalti... cioè, ride! Ma mo pure su youtube è andato a finireeee!
Il tizio che ha girato il video lo ha soprannominato 'Mad Man'....

scritto da twosisters
19:27 / p-link / / commenti (6)

mercoledì, 26 luglio 2006

Ciao, ragazzi. E' un po' che non ci si legge, ma vorrei condividere con voi il mio pensiero in merito a questa farsa di processo. Vi bacio augurandovi buone vacanze, e invitandovi alla mia festa venerdi. Terrazzo in Prati e c'è fa bève. Chi vuole mi contatti, voi siete ovviamente tutti invitati.

_________________________________________

Meno undici.

 

Parliamoci chiaro, nella mistica del laziale, quella del sacrificio e del lavoro duro, questo -11 lascerà un segno profondo. Credo che i laziali duri, quelli che hanno la pelle biancazzurra sotto la maglia, non disdegnino l’idea del campionato d’inferno che ci aspetta. Fa parte della nostra epica. Che ci critichino pure, noi “ci accontentiamo di poco”. La TV la lasciamo all’altra sponda (del Tevere?), noi ci teniamo le storie del campo.

 

Quattro partite vinte per arrivare a un punto in classifica. "In quel tempo" (serie B, ai meno nove), la situazione era anche più complicata. Ce la faremo. Noi non abbiamo paura di niente.

 

Il fatto è che c’è più di un “ma”, e sono tutte avversioni in linea di principio.

 

C’è il Milan in Champions League. Ci sono due squadre, Lazio e Fiorentina, che passano da “miracolate” (secondo i media), ma che sono vittime di un sistema da cui non hanno tratto altro che calci sui denti. Ci sono tre partite su quattro stralciate, più una finita 0-0 con testimonianza dell'arbitro (che c'ha negato un rigore sacrosanto) a scagionare la società. C'è un Lazio-Reggina, di tre giorni antecedente, finita 2-1 per i calabresi con goal al 94' su calcio d'angolo che non c'era. 

Poi c’è il secondo troncone di indagini, con la Reggina e il Messina, ma può essere mai che tra le 100.000 telefonate di Moggi non ce ne fosse neanche una - per esempio - sui rapporti tra Juve e Siena? La velocità del processo, con la relativa approssimazione sia delle ipotesi di reato che della raccolta delle prove, è stata causata dalla necessità di comporre le griglie di classifica in tempo utile per le coppe. Ma era il caso?

 

Avrei preferito la Lazio in B, avrei preferito il calcio fermo fino a chiarezza comprovata. Un anno senza campionato di calcio in Tv. Ne avevamo bisogno, tutti. Ma vi rendete conto che c’è gente che si guarda le partite, anche se sa perfettamente che sono acchittate? Ma che modo è questo di vivere lo sport? Gli inglesi hanno ripulito il loro campionato, negli anni ottanta. Sono stati fuori dall'Europa per anni, e quando sono rientrati, hanno dato lezione di Tifo, classe e stile. E noi?

Non si può sospendere il campionato. Questione di ordine pubblico. Quindi, in definitiva, diventa pure colpa nostra, il perdurare di questa situazione. 

-Panem et Circenses-

In questo modo, tutto italiano, noi ci ritroveremo con un sistema non rifondato, ma giusto imbiancato qua e là.

 

Esiste ancora la speranza. Quella di gente che spera ancora nella buona fede di tanta gente onesta e sportiva, che potrà fare in modo di rendere a questo gioco l’emozione che gli compete. E’ il fondo del vaso di Pandora.

scritto da Hagi
15:09 / p-link / / commenti (9)

mercoledì, 26 luglio 2006

ROSELLA... CI SEI?
Il primo indizio che si tratti di una decisione, se non giusta, almeno ispirata a giustizia, è che ha scontentato un po’ tutti.
Ha scontentato quelli che, con velocità quanto meno sospetta, non appena si è cominciato a parlare di intercettazioni hanno dato inizio alla campagna per il “calcio da rifondare”, per il “drastico repulisti”, per una “sentenza esemplare”. Espressioni degne del processo di Norimberga, che però sono immediatamente entrate nel parlare comune e, in barba a ogni principio di giustizia e correttezza (umana, che è un po’ più che sportiva) hanno da subito indirizzato il convincimento dell’opinione pubblica verso un giudizio di colpevolezza ancora tutto da dimostrare. E’ successo in casi ben più gravi, non ci stracceremo certo le vesti se è accaduto per il calcio (anche se sull’argomento ci torneremo, perché di un gioco si tratta, ma i soldi sono soldi ovunque, e qui quelli in ballo sono davvero tanti). Ma dobbiamo parlarne perché oggi, quando la sentenza di Appello sminuisce (e di tanto) la portata dello scandalo (limitandola, di fatto, solo ai personaggi legati alla Juventus), l’impressione del “colpo di spugna” è diffusa; ma, a mia opinione, soltanto perché era stata artificiosamente creato un “ambiente ostile” agli accusati, tutti messi in un calderone unico a fare da capro espiatorio per i mali del calcio, esposti alla gogna per consentire lo sfogo della nevrosi di milioni di tifosi frustrati da anni di sconfitte, desiderosi di trovare un colpevole da mettere al rogo più che di conoscere la verità (e il colpevole prescelto in questa occasione, Luciano Moggi, aveva davvero, come si dice, le phisique du role…)
 
La sentenza di appello è, da un punto di vista “giuridico”, molto più sensata ed equilibrata di quella di primo grado, emessa in gran fretta (e ancora ci chiediamo perché) e con modalità molto più che discutibili (e, anche qui, ci chiediamo perché), sull’onda delle pressioni della piazza e di parte del “sistema”, che vedeva nella clamorosa individuazione di una serie di responsabili una preziosa occasione per ricostruirsi una gattopardesca verginità.
La Juventus, società che a causa del comprovato comportamento illecito dei suoi dirigenti era la più compromessa, ha ottenuto una sentenza equa. Impossibile pensare che si potesse evitare la retrocessione (pena tradizionale per i responsabili di illecito), altrettanto inevitabile la revoca dei due scudetti, ha ottenuto una penalizzazione che la mette “alla pari” delle altre partecipanti al campionato di B. Obiettivamente, non credo che un eventuale ricorso ad altri gradi di giustizia (sportiva od ordinaria) potrebbero migliorarne la situazione. Si parla, per la Juventus (e non più, come vedremo, per il Milan) dell’ingiustizia derivante dal danno economico; ma bisogna considerare che: 1) il danno economico è parte integrante, ancorché non esplicita, del carattere affittivo della pena; 2) la grandezza di tale danno è proporzionale al fatturato della società, e il misurarlo in numeri “assoluti” è fuorviante; 3) Non va dimenticato che, anche grazie all’illecito, la società ha potuto godere di notevoli introiti che, altrimenti, non le sarebbero stati riconosciuti. Pertanto, anche davanti al TAR, sembra difficile che la Juventus possa ottenere ulteriori aggiustamenti di pena.
La Fiorentina: è la situazione che conosco meno. Appare, dalle intercettazioni, un movimento “scomposto” di Della Valle, che parla, suggerisce, si lamenta, si muove, chiede. E’ questo un “illecito”? La sentenza di primo grado, tagliando un po’ con l’accetta, aveva risposto di sì. Ora: non bisogna dimenticare che, per la giustizia sportiva, non ha importanza che l’illecito si sia effettivamente consumato e/o abbia raggiunto il risultato prefisso; ma è punibile anche il semplice tentativo di organizzare l’illecito. Tuttavia (al di là di tutte le polemiche sull’uso strumentale di certe parti delle intercettazioni che sarebbero state tagliate e cucite ad arte dal Procuratore Palazzi per costruire una “realtà” che reale non era), non pare che il comportamento di Della Valle possa configurarsi come “illecito”. Non c’è, insomma, nonostante tutto l’agitarsi di Della Valle, il tentativo reale di “organizzare” una pastetta, di alterare i risultati della competizione sportiva. Pertanto, appare corretta la derubricazione dell’accusa di illecito, e la sola responsabilità per violazione dell’art.1. Niente retrocessione, penalizzazione (pesante) per la stagione conclusa e penalizzazione (adeguata) per la stagione ventura. Della Valle ha già annunciato che ricorrerà in tutte le possibili sedi ulteriori: e, a differenza della Juventus, qualche possibilità ce l’ha. Infatti sarà abbastanza facile dimostrare che il “comportamento antisportivo” tenuto da Della Valle è comune a tutti, indistintamente, i dirigenti di qualsiasi società di calcio: lamentele, telefonate di protesta, richiesta di trattamento equo. Roba da bar sport: antisportiva? Bah. Ovviamente, sarà curioso vedere cosa accadrà, in termini di risarcimento del danno, se il TAR (o chi per esso) dovesse dare ragione a Della Valle.
La Lazio. Vale, per tanti aspetti, il discorso già fatto per la Fiorentina; ma, c’è da dire, ci sono anche parecchi distinguo, tutti favorevoli alla società romana. Io, è noto, sono tifoso della Lazio, e la mia analisi potrà anche essere tacciata di scarsa obiettività (che, in ogni caso, vi garantisco del tutto involontaria). Tuttavia, se già appare contestabile l’accusa di “condotta antisportiva” a carico di Della Valle, a me appare davvero incredibile che un giudice possa considerare perseguibile (sia pure in ambito sportivo) UNA telefonata intercorsa con le autorità federali (non vi è traccia di alcun contatto tra Lotito ed eventuali arbitri, designatori, guardalinee, faccendieri vari) per lamentarsi dei torti subiti in occasione di una partita (contro la Reggina, società che sarà oggetto di giudizio nella seconda tranche dello scandalo), e chiedere una maggiore attenzione nella scelta degli arbitri: ovvero, un comportamento raccomandato dalla stessa Federazione. Insomma, da parte mia, la Lazio e il suo presidente (purché lasci la parola a qualcun altro) sono quelli che, da ulteriori gradi di giudizio condotti con maggiore “serietà”, avrebbero possibilità di ottenere soddisfazione; e, anche qui, sarà interessante vedere cosa accadrà in termini di risarcimento del danno.
Il Milan. E’ stata tirata in ballo solo all’ultimo, ed è apparso da subito che il coinvolgimento era assai pretestuoso. Tutto il busillis ruota intorno all’importanza da attribuire alla figura di Meani, autore delle telefonate incriminate (ben più coinvolgenti, però, di quelle di Lotito o Della Valle). Se infatti Meani è da considerarsi un “signor nessuno”, nulla (o quasi) è la conseguente responsabilità del Milan; se, invece, Meani è da considerarsi quale “incaricato” della società, la responsabilità del Milan sarebbe, se non pari, almeno simile a quella della Juventus. Già la sentenza di primo grado aveva escluso questa seconda ipotesi; la sentenza di Appello non fa altro che riportare ad equità la pena (evidentemente concepita “ad personam”: nemesi storica?) inflitta in primo grado.
A molti è sembrato “scandaloso” che, nonostante la penalizzazione, il Milan possa partecipare alla Champions League: ma si tratta della conseguenza della corretta applicazione di un elementare principio di giustizia, ovvero che i responsabili di una stessa violazione devono essere puniti in egual maniera. La penalizzazione inflitta al Milan è la stessa a carico di Lazio e Fiorentina: sarebbe quanto meno curioso che, alla ricerca di una presunta “giustizia”, le società fossero state trattate in maniera diversa.
 
Dicevamo che gli scontenti sono tanti; fra i giustizialisti, e fra i giustiziati; potrebbe sembrare, quindi, che la sentenza sia un “giusto compromesso” fra le richieste degli uni e degli altri.
Se così fosse, sarebbe una sentenza profondamente ingiusta: la verità (o quel suo simulacro che siamo in grado di ricostruire in un processo) non è un compromesso, e la giustizia (quale che sia) è tenuta a rispettarla. Chi è innocente non può essere contento di aver riportato una pena lieve, né si può essere soddisfatti se un colpevole è stato condannato quando la pena è inadeguata. A mio parere, questa sentenza è già più coerente e sensata di quella di primo grado. Non è un “compromesso”, ma una sentenza “vera”, che presenta ancora diversi punti critici; dovuti, però, a difficoltà congenite e strutturali del sistema della giustizia sportiva nel mondo del calcio.
Il problema vero che emerge da questa sentenza è infatti l’autoreferenzialità del “pianeta calcio” (NESSUNO, tra i protagonisti, che si sia fatto prendere dal dubbio di aver fatto qualcosa di scorretto; praticamente assolti il vertice federale e quello della Lega, il mondo arbitrale -che, a ben vedere, era quello in cui si sarebbe dovuto affondare di più- colpito solo nei personaggi più indifendibili.), e la conseguente inadeguatezza delle regole che lo governano.
Certi principi, la stessa struttura della giustizia sportiva, possono essere adeguati al calcio giovanile, a quello dilettantistico, alle partite tra scapoli e ammogliati. Ma il calcio dei professionisti (con il baraccone sociale, mediatico ed economico che lo attornia, lo nutre e a sua volta se ne alimenta) non può essere affidato alla labilità della “clausola compromissoria”. Non sembra, il commissario Guido Rossi (“argonauta”, l’ha definito ieri Della Valle, con azzeccatissimo paragone), il personaggio adeguato a gestire una questione di siffatte proporzioni.

By Slowhand, 26/7/2006
Pubblicato anche su Crossroads e su OCE

scritto da BBSlow
11:07 / p-link / / commenti (2)

mercoledì, 26 luglio 2006

La sentenza della Corte Federale è arrivata...

-11.... SERIE A

ma niente trionfalismi... Carraro innocente... Non ho ancora letto le motivazioni dello "sconto"... ma tutto sembra una gran buffonata... Andremo avanti coi ricorsi... ma comunque sia le coppe le abbiamo perse... questo è un danno enorme... in + quelle 2 giornate di squalifica e i -30 per lo scorso campionato...

solo un'ultima cosa... x LAZIO-FROSINONE c'è da aspettà!!!

scritto da buonaocattiva
10:50 / p-link / / commenti

martedì, 25 luglio 2006

Colgo l'occasione di questo post per fare un grande in bocca al lupo a Gigi Casiraghi e alla sua nuova e

complessa avventura da ct dell' Under 21.

Che la fortuna inizi ad assisterti sin da ora

indimenticato campione nei nostri cuori bianco-celesti...

 

scritto da aquilotta1981
20:35 / p-link / / commenti (2)

mercoledì, 19 luglio 2006

la mamma di zinade è una puttana, ma rossella sensi lo è di suo.

pare ci siano altre due società coinvolte che fino ad ora erano risultate del tutto estranee a moggiopoli: la procura di napoli sarà presto a roma con i faldoni.

se una di queste due è la roma di merda, prendo il primo aereo per la capitale e mi vado a fare una sega sotto il portone di quella puttana.

in genere sono una persona equilibrata, ma quando si passa il segno...

forza lazio, anche in serie b

scritto da sovraesposizione
13:14 / p-link / / commenti (8)

sabato, 15 luglio 2006

Serie B e sette punti di penalizzazione...

Diciamocela francamente: peggio di così non poteva andare.

Oh sì che è andata peggio: l'Avvocato Gentile e il Nostro presidente che si sono


coperti di ridicolo proclamandosi ottimisti perchè innocenti. Innocenti di cosa poi?


Non sto dicendo che delle chiacchierate al cellulare fanno una prova schiacciante,


ma i vertici sono colpevoli di un peccato molto più grande: averci illuso con


parabole filosofiche greche per finire al peggiore cabaret insulso e volgare. Dov'è la

nostra Lazio umile e forte? Dov'è l'opera del moralizzatore? Forse abbiamo capito

tutti male: dovevamo entrare dentro quel sistema a tutti i costi, giocare sporco

illudendo le nostre coscienze slavate per tornare squadra che conta.

 

E' stato Delio Rossi uno dei maggiori artefici di quest'annata rosea e sopra qualsiasi

ottimistica previsione...Perchè defraudarlo dei meriti di una serie A giocata alla

grande, sfruttando tutte le nostre potenzialità?

Sì, perchè oltre al danno pure la beffa: essere entrati nel sistema sporco senza

ricevere alcun tipo di favoritismo, perchè siamo nel ventunesimo secolo e il potere

non è mai stato in mano ai poveri. Figuriamoci adesso!

I nostri successi, le nostre soddisfazioni ce le siamo sudate in campo, il nostro

cuore a pompato a mille, i nostri polmoni si sono gonfiati ogni singolo minuto, senza

nessuna camera iperbarica a darci un artificiale sostegno.

Ma paghiamo lo stesso e pure salato.

LAZIO...you' LL NEVER walk ALONE

nemmeno in B...

scritto da aquilotta1981
10:58 / p-link / / commenti (8)

giovedì, 13 luglio 2006

PER NON DIMENTICARE...

PAOLETTO NOSTRO.

scritto da twosisters
23:35 / p-link / / commenti (6)

martedì, 11 luglio 2006

CAMPIONI DEL MONDO!

(e mo... aridateci la Gioconda!)

scritto da buonaocattiva
07:33 / p-link / / commenti (2)

se prima eravamo in 24 a cantare lazio alè adesso siamo in 25 a cantare lazio alè:

AlessandroG
aquila69
aquilotta1981
blancoebleu
buonaocattiva
cigna
clauzz
crazyfefe
cornyfly
dusk
edocentrico
ezechiele
fracicone
greis
hagi
bionda79
kassovitz
lucida
ninoD
occidente
slowhand
sovraesposizione
tine
twosisters

S.S. Lazio

tutte le notizie aggiornate sui biancocelesti

tutte le partite della S.S. Lazio Anno 2006-2007

il calciomercato della S.S. LAZIO