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Noi bloggers laziali... spavaldi di essere! credevamo di essere pochi ma via via ci siamo incontrati... Divisi da chilometri, diversi per pensieri, idee, esperienze, con in comune però 2 cose: essere bloggers ma soprattutto essere laziali! Mandaci un messaggio privato... oggi amore *loading* layout R. |
martedì, 29 gennaio 2008 Si, vabbè, Rolando Bianchi. Si, gli infortuni, le assenze, la sfiga, le cavallette, il terremoto, ecc ecc. Scendessero in campo con metà della grinta di quelli del Toro, saremmo in Champions. scritto da BBSlow martedì, 22 gennaio 2008 Sono stati solo due pareggi, e però si può ben dire che la settimana napoletana dei biancazzurri mi ha lasciato un'impressione positiva. Intanto, c'è il passaggio del turno di Coppa Italia: robetta, ma sempre meglio che andare fuori. Una partita giocata con rabbia e determinazione, sprazzi di gioco che, senza esaltare, hanno fornito qualche indizio incoraggiante sulla possibile ripresa. Indizi confermati anche per buona parte della partita di campionato, giocata a ritmi ben superiori, e con in campo le due squadre al meglio, per condizione e per effettivi; l'arbitro -che nel complesso, va detto, era stato più che adeguato- nelle occasioni decisive (presunto fuorigioco di Pandev, durata del recupero e fallo su Ledesma in occasione del pareggio) ha preso risoluzioni comprensibili ma sempre sfavorevoli alla Lazio, senza le quali la soddisfazione per la doppia trasferta sarebbe stata completa. Che il pareggio sia un risultato giusto, beh, è del tutto opinabile: è vero che l'ultimo quarto d'ora è stato caratterizzato da un forcing impressionante dei napoletani, è vero che Ballotta è stato capace di alcuni interventi strepitosi; ma è anche vero che, nel complesso, la Lazio ha gestito la partita più e meglio del Napoli, e non sono mancate le occasioni per il terzo goal che avrebbe definitivamente chiuso l'incontro (problema nostro, certo: ma nel conto finale va valutato che la squadra si è espressa bene, e meglio dell'avversario). Insomma, un pareggio strettino, che "muove la classifica" (come si diceva una volta) e però ci porta sempre più vicini alla "zona pericolo". Domenica, col Torino, scontro importante; all'andata finì 2-2, con l'arbitro protagonista negativo (come a dire che il buongiorno si vede dal mattino). Un altro pareggio sarebbe apprezzabile, e però la Lazio di Napoli ha fatto vedere cose buone, che lasciano aperta la porta alla speranza di qualcosa di più. In attesa che dal mercato oltre alle voci arrivi anche qualche giocatore vero... scritto da BBSlow lunedì, 14 gennaio 2008 Secondo il mio vecchio amico Biondo, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica, e chi scava. Alla prima categoria appartengono sicuramente gli arbitri di calcio, e ieri la pistola del sig. Stefanini da Prato ha costretto la Lazio a scavare una fossa molto più profonda di quanto sarebbe stato lecito aspettarsi. Certo, una squadra con meno limiti avrebbe comunque portato a casa un buon risultato. Una squadra in cui le riserve non fossero quel pianto che sono, e in cui i titolari non si prendessero almeno dieci minuti di vacanza ad ogni partita, sarebbe riuscita a fare qualcosa di meglio. E però non si deve dimenticare che fino a quando il suddetto Stefanini da Prato non ha segnato in modo indelebile l'andamento della partita, capovolgendolo a suo piacimento (e non si pensi che il rigore inventato sia stato un episodio sfortunato: la direzione di gara è stata contraddistinta da una faziosità scandalosa), la Lazio, con i suoi ben noti limiti, la gara l'aveva giocata, e pure benino. Dopo, nel nervosismo generale, con un arbitro completamente fuori di testa e il Genoa chiuso a difendere un vantaggio che dieci minuti prima sarebbe sembrato un miracolo, non sarebbe stata facile per nessuno, ed è stato impossibile per una Lazio che aveva perso anche il suo bomber e leader. Lotito contestato dalla curva: e non è una novità. Solo che anche i tifosi più paciosi, anche quelli che, senza particolari simpatie o antipatie, riconoscono (riconoscevano?) a Lotito il merito di aver finora ben gestito una situazione complessa, ora cominciano spazientirsi: è evidente che senza una serie di buone operazioni di mercato la squadra di quest'anno non è in grado di competere per alcun traguardo degno di attenzione, e anzi lotterà per salvarsi; si parla tanto, si fanno tanti nomi, ma non è con le chiacchiere che si comprano i giocatori. E, soprattutto, non è che i nomi che girano siano una garanzia di successo. Nessuno pretende Ronaldinho; ma certo che parlare di Caracciolo o di Di Vaio (che poi, è bene precisare, sono due buoni giocatori e nulla più; certo, confronto a quello che c'è...) facendoli apparire come i salvatori della patria calcistica biancazzurra non rende un buon servizio né alla società, né alla squadra, né agli interessati. Se poi si considera che, oltre a questi, i nomi che si fanno sono quelli di due o tre giovani di belle speranze che militano nel campionato portoghese, beh, bisogna riconoscere che -a meno che Sabatini non abbia lavorato meglio di Moratti- non è per un caso che i "contestatori professionali" di Lotito abbiano, per la prima volta, ricevuto il consenso degli "altri". Ci pensi, presidente, per non rovinare quanto di buono fatto finora... scritto da BBSlow |
se prima eravamo in 24 a cantare lazio alè adesso siamo in 25 a cantare lazio alè:
AlessandroG
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